Questione di Corna

Libere Idee in Movimento sono, soprattutto, quelle che passano per la testa di chi, come Paolo e Roby, sta cercando di dare una nuova direzione alla propria vita, in un’ottica di benessere e serena convivenza con tutto ciò che ci circonda, in primis con la natura e con l’ambiente. Perché se ci si sente bene e in armonia con il tutto di cui facciamo parte, si è a buon punto per stare bene con se stessi. E, a noi Co(o)ltori, piace proporre le Libere Idee in Movimento. Perché, chissà, un giorno saremo finalmente tutti più attenti a far sì che il nostro passaggio su questo pianeta sia un piacere non solamente per noi stessi o per pochi eletti, ma anche, e soprattutto, per la Terra stessa.

In questo caso due amici di noi Co(o)ltori stanno percorrendo questa strada seguendo i principi della biodinamica. Il giorno di Pasqua, da bravi biodinamici, hanno dissotterrato i corni di vacca che avevano messo “a riposo” sotto terra sei mesi fa, dopo averli prima svuotati e ripuliti e poi riempiti di letame. Subito dopo, poi, hanno preparato ed interrato i corni “ripieni” di silice. I primi sono noti come cornoletame, i secondi come cornosilice. Riporteranno alla luce i loro cornosilice il 28 settembre, per poi utilizzare il preparato ottenuto per dinamizzare le piante del loro orto biodinamico.

Cornoletame

Per la preparazione del cornoletame vanno accuratamente scelti corni di vacca in buone condizioni, ripuliti e riempiti con la “fatta”. La “fatta” è costituita da letame fresco, di ottima qualità e prelevato da poco, senza aggiunta di paglia o altro materiale vegetale. Per attenersi ai principi della biodinamica, questo letame dovrebbe provenire da vacche allevate su pascoli polifiti biodinamici. È importante che il letame sia quello autunnale, perché deve essere un materiale vivo e, quindi, frutto della brucatura di prati al loro risveglio vegetativo. Una volta riempiti, i corni con la fatta vanno interrati, dopo aver scelto con cura il luogo più fertile e con la migliore esposizione dell’orto. I primi mesi sono molto delicati: inizia la fase microbica all’interno della buca e bisogna tenere sotto controllo i livelli di umidità del terreno, che non devono mai essere eccessivi, onde evitare di influire negativamente sull’equilibrio umido e, di conseguenza, sul processo di trasformazione. In caso di piogge eccessive, il sito dell’interramento andrà coperto con un telo. È molto importante che i corni interrati subiscano le azioni di gelo e freddo invernali, in grado di favorire il processo di trasformazione. In primavera il preparato è pronto e, nei giorni a ridosso della Pasqua, i corni verranno dissotterrati e svuotati. A questo punto il letame sarà diventato humus, avrà perso il classico olezzo ed avrà acquistato gradevoli odori di terra e sottobosco. Una volta estratto il composto verrà miscelato (dinamizzato) e diluito con acqua, quindi spruzzato a livello del suolo per incrementare la resa produttiva del terreno.

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Cornosilice

Il punto di partenza è la silice, meglio se prelevata da cave quarzifere (cristallo di rocca), ma si può utilizzare anche quella estratta da sabbia o feldspati, per quanto il cristallo di rocca rappresenti la purezza e, quindi, la perfezione indicata da Steiner stesso. In primavera si prende la parte più pura e fine del cristallo e la si lavora tramite “molitura” (frantumazione), per ottenere una sospensione stabile di silice in acqua ed ovviare, così, al problema che questo cristallo non è solubile allo stato grezzo. Anche la silice viene posta nei corni, una volta addizionata con acqua pura, e poi interrata, questa volta in primavera. Una volta dissotterrati i corni, in autunno, la sospensione dinamizzata verrà nebulizzata sulle foglie nella primavera successiva, quando si riattiva la fotosintesi.


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10721025_10206272477640384_1577731187_nL’ideale sarebbe utilizzare congiuntamente cornosilice e cornoletame, per unire lo stimolo “alto”, a livello della luce (cornosilice) con quello più profondo, dell’humus. In questo modo l’azione dinamica sulla pianta sarà completa e la crescita armonica.

Grazie a Paolo e Roby per aver condiviso con noi la loro esperienza nel campo dell’orto biodinamico. E, ricordiamoci, mettere le mani nella terra trasmette un’energia positiva di vitale importanza. Per tutto ciò che vive insieme a noi.

Se volete segnalarci la vostra esperienza, biodinamica, in permacultura, o in qualsiasi altro campo stiate affrontando, o abbiate affrontato, nella vostra fase di cambiamento, lasciateci il vostro commento nell’apposito form!

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