Cob Building: Costruire in maniera ecosostenibile

 

(Fonte articolo: http://www.housealive.org)

Il Cob è un materiale da costruzione realizzato con una miscela di sabbia, paglia e argilla. Il materiale ammorbidito e miscelato con acqua viene impastato con i piedi o con mezzi meccanici, come trattori o miscelatori per la malta. La parola “Cob” deriva da un antico termine inglese che significa “grumo” o “pagnotta”.

L’impasto viene utilizzato per la costruzione di spesse mura di terra, adottando una tecnica molto simile a quella della scultura con l’argilla. Dal momento che le costruzioni in cob non sono vincolate da modelli predeterminati, possiamo costruire i nostri muri della forma che maggiormente ci piace. Finestre ad arco, linee tondeggianti, nicchie e mobili integrati sono tipici delle costruzioni in cob.

Le costruzioni in cob non richiedono l’impiego di materiali edilizi “tradizionali”, come il cemento, o attrezzi costosi: si tratta di un modo di costruire amico dell’uomo e dell’ambiente. Spesso molti dei materiali che vengono utilizzati durante la costruzione sono reperibili sul terreno circostante alla zona da edificare.

Una volta essiccato, il cob è un materiale estremamente resistente. Per quanto, attualmente, esista un numero esiguo di ricerche sul comportamento del cob durante i terremoti, le prove empiriche a sostegno della sua resistenza, anche in caso di un evento tanto devastante, sono incoraggianti. In Nuova Zelanda, ad esempio, la maggior parte delle costruzioni in cob sono sopravvissute anche ai terremoti più forti. Nello Yemen, nella zona particolarmente sismica del Golfo Persico, esistono almeno una decina di edifici storici in cob sopravvissuti ad oltre 500 anni di intemperie e terremoti.

Una delle domande più frequenti in merito alle costruzioni in cob è “Che cosa succede se piove?”. Il cob, tradizionalmente, nasce in Inghilterra e Scozia, terre non molto asciutte per antonomasia. In questi luoghi, però, possiamo trovare molti villaggi con edifici in cob, alcuni risalenti a centinaia di anni fa. Il segreto è lo stesso valido per altri tipi di costruzione: un buon tetto e delle buone fondazioni sono la chiave per resistere anche ai climi più umidi.

Le opere in cob reggono bene anche nelle zone climatiche più fredde. In caso il gelo dovesse essere troppo pungente, non sarà un problema aggiungere qualche sistema di isolamento supplementare, da applicare all’esterno dell’edificio. Le case in cob traggono un immenso beneficio dall’energia solare passiva.

Per tutte queste ragioni, e per molte altre ancora, il cob si può considerare un materiale da costruzione ideale: la tecnica di realizzazione è facile da apprendere, non è caro, è affascinante, sano, confortevole e i materiali per produrlo sono reperibili praticamente ovunque. Non c’è da domandarsi perché circa la metà della popolazione mondiale viva in abitazioni di terra.

Negli Stati Uniti, il cob sta prendendo rapidamente piede. Oltre ai vantaggi prima elencati, rispetto ai materiali edili convenzionali, il cob può offrire alle persone un modo alternativo di costruire, lontano dalle rigide dinamiche dettate dal mercato, da uno stile di vita poco sano e da un modo di lavorare privo di gioia. Molte persone, che mai si sarebbero immaginate alle prese con l’edificazione di un’abitazione, hanno creato la propria casa in cob con le proprie mani. Oggi, negli Stati Uniti, esistono centinaia di costruzioni in cob, maggiormente concentrate tra l’Oregon e la California.

Il Cob, infine, non è un materiale adatto solamente alla costruzione di abitazioni, ma si possono realizzare anche forni, camini, intonaci e pavimenti. Anche i giardini, sovente, vengono recintati con mura in cob. Il cob, inoltre, si adatta molto bene anche ad abitazioni “convenzionali”, in un’ottica di “ristrutturazione naturale”.
Nelle foto della galleria potete vedere alcuni momenti della costruzione della casetta in cob realizzata durante il Workshop “Complete Cob Cottage Intensive” tenutosi presso l’Ashram Joytinat di Corinaldo (AN) nel luglio 2014, grazie agli insegnamenti di Coenraad Rogmans, rappresentante dell’organizzazione americana House Alive!, e all’assistenza dell’Ingegnere Giorgio Sciandra, dello staff dei Co(o)ltori.

Per maggiori informazioni, potete dare un’occhiata all’articolo Costruzioni in terra cruda – FAQ.

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Se qualcuno, tra i partecipanti al workshop dello scorso anno nella Marche, capitasse su questa pagina… ci piacerebbe molto raccogliere la sua testimonianza sull’esperienza vissuta! Basta lasciare un commento nell’apposito spazio sottostante oppure scriverci una mail all’indirizzo asscooltura@gmail.com

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